L’amore segreto di Amedeo Modigliani

Del leggendario Amedeo Modigliani, quel genio maledetto, bohémien di Montparnasse,
conosciamo la storia d’amore con la studentessa d’arte Jeanne Hèbuterne,  musa preferita dei suoi ultimi dipinti, passata alla storia perché diede alla luce la loro figlia Jeanne Modigliani e soprattutto perché si suicidò, di nuovo incinta, il giorno dopo la morte di Amedeo nel 1920.
Su questa storia coinvolgente e dal finale  tragico  è stato girato anche un film,  “I Colori dell’anima” nel 2004 con Andy Garcìa, che ha riscosso non poco successo.

Ma prima di Jeanne, prima del 1917, Amedeo fu travolto da un amore impossibile e tormentato che rimase nascosto …
Era la primavera del 1910  in una Parigi piena di vita, calamita per i talenti di tutto il mondo. Era la Parigi del Balletto Russo, dei Giardini di Lussemburgo, e del quartiere degli artisti di Montparnasse!
Amedeo si era trasferito lì lasciando la sua Livorno per vivere della sua unica ossessione: l’arte. Come molti artisti dell’epoca non aveva soldi e passava le giornate ubriaco, eccedendo con alcool e hashish nei caffè della città. In quegli anni oltre alla pittura si dedicava anche alla scultura, ed era in cerca di mercanti d’arte che comprassero le sue opere e che lo facessero esporre.

Nel solito caffè un giorno di fine primavera, mentre era intento in una discussione con Andrè Derain, ecco che all’improvviso… venne rapito dal volto di una donna. Da subito le sembrò una donna insolita per quelle parti, una straniera. Mollò tutto e le si avvicinò, sedendosi di fronte.  Era Anna Achmatova, futura poetessa russa, durante il suo viaggio di nozze con il poeta Nikolaj Gumilev.
Anche la poetessa rimase incantata da subito, da quell’uomo “col foulard rosso” che le decantava versi di Leopardi, in una lingua a lei estranea.


Quello fu il loro primo incontro, interrotto dal ritorno a Pietroburgo dei novelli sposi, che già litigavano. Gumilev aveva capito che tra i due c’era stato qualcosa per un attimo, e considerava quell’italiano “un mostro ubriaco“.

L’amore tra i due si consumò quell’estate, quando Anna scelse di ritornare a Parigi, da sola. Un amore passionale e travolgente, costretto a rimanere nascosto perchè Parigi era piena di poeti russi che conoscevano Gumilev!

Modigliani amava passeggiare di notte per le vie di Parigi, e sentendo i suoi passi nel silenzio della strada, mi avvicinavo alla finestra e attraverso le persiane seguivo la sua ombra, che indugiava sotto la mia finestra.

Fu un amore fatto di vagabondaggi notturni, di versi decantati in una lingua straniera, di lunghe attese davanti alla finestra, di ritratti e disegni. Modigliani dipinse Anna in ogni posizione, la faceva anche appendere come una acrobata e ne disegnava il profilo, affascinato dal suo collo allungato. Le sculture di questi anni, hanno tutte il viso e la frangetta di Anna. Le regalò 16 disegni, chiedendole di appenderli  nella sua camera, ma di questi se ne salvò solo uno…Anna doveva nascondere tutte le tracce!

Anna tornò alla sua vita a Pietroburgo dopo quell’estate, abbandonata da Modigliani alla stazione.
Per Amedeo iniziò un periodo felice, finalmente i guadagni, le esposizioni e una nuova storia d’amore, con Beatrice e, poi nel 1917con Jeanne. Appena raggiunta la felicità, in attesa del suo secondo figlio, morì di tubercolosi una notte, abbandonato su una panchina sotto la pioggia.
Quando Anna scoprì di essere incinta decise di partire per l’Italia, proprio il paese di Amedeo, che non dimenticò mai nella sua lunga vita. Riuscì col tempo a rincuorarsi per le mancate lettere che non le arrivarono mai, per il silenzio di Amedeo e a lui, si disse “dolorosamente grata”.

Lo sogno più di rado adesso, grazie a Dio,
ho smesso di vederlo dappertutto…

 

ArteDettaglio

 

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