L’amore surrealista di Alberto Giacometti

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Alberto Giacometti nasce a Borgonovo in Val Bregaglia, nella Svizzera Italiana, nel 1901. Fin da bambino viene influenzato in campo artistico dal padre, Giovanni Giacometti pittore post-impressionista, poi grazie ad un soggiorno a Parigi, nel 1929, ha modo di avvicinarsi all’ambiente Surrealista dove stringe un forte legame di amicizia con Juan Mirò, Hans Arp, Max Ernest ed è in questo periodo che sente di esprimere al meglio la propria personalità attraverso la creazione di oggetti-surrealisti a funzionamento simbolico, perlopiù concentrati sulle pulsioni che si vengono a creare tra la sfera maschile e quella femminile. Le sculture surrealiste degli anni ’30 sono intrise di sentimento, allusioni a parti anatomiche, pulsioni sessuali messe in relazione con le strutture geometriche e lineari in cui vengono inserite, come ne La sfera sospesa (L’ora delle tracce), 1930, Zurigo, Kunsthaus, dove dentro una gabbia di metallo vi è una sfera di legno che ricorda il solco femmineo, la quale oscilla in un movimento pendolare e ripetitivo su una mezzaluna (allusione all’organo maschile) senza però mai sfiorarla, perpetuando la frustrazione del desiderio sessuale.

L’aggressività implicita nell’erotismo delle sue sculture/oggetti surrealisti si riscontra in particolare ne Il palazzo alle 4 del mattino, 1932,  MoMa NY, dove l’artista si lascia trasportare dalla sua onirica visionarietà, intrecciando violenza e ambiguo erotismo.  Il palazzo di Giacometti è la testimonianza della sua anima tormentata, del suo amore per l’amore in generale e per Annette, che poi diventerà sua moglie. Il palazzo di Giacometti rappresenta il mondo visto dagli occhi di un uomo fragile e sensibile che cerca di aggrapparsi a sentimenti positivi anche se quasi invisibili per quanto intensi. Il palazzo di Giacometti racconta la donna e l’amore vissuto dagli artisti surrealisti: pensato, consumato, celebrato.

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Costruivamo un palazzo fantastico nella notte. I giorni e le notti avevano lo stesso colore, come se tutto succedesse a ridosso del primo mattino, in questo periodo non ho mai visto il Sole. Costruivamo un palazzo molto fragile di fiammiferi, al minimo movimento falso tutta una parte della minuscola costruzione crollava: e noi la ricominciavamo sempre.” Alberto Giacometti, Palazzo alle 4 del mattino

L’amore surrealista” di Giacometti, che si legge tra le righe delle sue immagini/sculture esistenzialiste di questo periodo, è uno degli insegnamenti più grandi che la sua sensibilità ha lasciato al mondo intero.

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