Il Compleanno (d’amore) di Marc Chagall

 

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Marc Chagall e i suoi dipinti quasi surreali.

Le sue tele sembrano essere prive di forza di gravità: persone, sedie, fiori, animali galleggiano nello spazio fino a trovare una loro perfetta collocazione. Il suo è un mondo quasi fiabesco, magico, come se fosse visto sempre dagli occhi di un bambino. La sua infanzia in Russia,l’amore incondizionato per Bella, la religione ebraica, la voglia di trovare una straordinarietà nell’ordinario fanno di Marc Chagall uno dei pittori più singolari del ‘900.

Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se uso la testa sarà molto difficile” 

Forse il dipinto che rispecchia al meglio il suo modo di essere e l’empatia che ha nei confronti dell’amore in generale, prima che per sua moglie, è Il compleanno, 1915 (MoMa): la tenerezza di un sentimento vissuto giorno per giorno. E’ proprio Bella Rosenfield a raccontare com’è nato il dipinto: è il giorno del compleanno di Marc e lei sta tornando a casa con mazzolini di fiori per celebrare la festa dell’amato. Lui, vedendola in quel delicato atto d’amore smette di dipingere, le si avvicina silenziosamente e la bacia, sussurrandole “fuori il cielo ci chiama“. E’ la testimonianza di una passione, di un rispetto reciproco, genuino e tenero radicato indissolubilmente nell’anima per anni.

Ci troviamo immersi in una stanza dalle pareti bianche e dal pavimento rosso, risalta subito all’occhio la coperta dai colori vivaci sul letto, una finestra con le tende bianche si affaccia su una delle strade della città e sul tavolo un borsellino, un coltello che taglia una torta, oggetti e scenografia di un interno ordinario. Al centro della rappresentazione, però, l’elemento straordinario destinato a restare tale per sempre: i due giovani, lei con un mazzo di fiori in mano, e lui che dolcemente piega la testa per baciarla, entrambi sospesi nell’aria, come se avessero spiccato il volo. Marc è da poco tornato a casa dopo un lungo soggiorno a Parigi, dove ha avuto modo di conoscere i pittori cubisti, dai quali molto probabilmente ha appreso il modo di scomporre le immagini e di creare questa fluidità all’interno della rappresentazione tenendo poco conto delle regole della prospettiva tradizionale, ma soprattutto è entrato in contatto con gli artisti fauves, tra cui Matisse , che gli hanno insegnato a trasmettere le proprie emozioni attraverso l’elemento primario che colpisce lo spettatore: il colore.

Questo quadro rappresenta un momento importante e felice della sua vita: il 1925 è l’anno in cui sposa Bella e da un lieto fine alla loro storia d’amore, si erano conosciuti a San Pietroburgo sei anni prima, tutti e due provengono da famiglie ebree ma questo sembra essere il solo loro punto in comune. Chagall è un pittore squattrinato figlio di un venditore di aringhe e di sicuro non è un buon partito per una ricca studentessa erede di proprietari di lussuose oreficerie in città, ma dal loro primo incontro scatta la scintilla che porterà ad un vero e proprio focolare destinato a non spegnersi mai. Ancora non lo sanno che il loro futuro, il loro mondo purtroppo si dipingerà di tinte scurissime a causa dell’avvento del nazismo. Finiranno esuli in Francia e poi negli Stati Uniti, ma resteranno per sempre insieme, straordinariamente sospesi dal mondo circostante per distaccarsi dalle brutture della vita.

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