Dora Maar la farfalla in trappola di Picasso

Immaginatevi il grande pittore Pablo Picasso all’apice del successo, noto amante delle donne, incontrare sul suo cammino al tavolino di un bar una donna appena ventinovenne, mora e dagli occhi come il ghiaccio, dall’anima spagnola, con la voglia di conoscerlo.
È così che si accende una passione dirompente, con un solo sguardo, tra Picasso e Dora Maar, o meglio Theodora Markovìc.

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Come i migliori amori che nascono d’estate, i due si frequentano sulle spiagge della Costa Azzurra, insieme agli amici Paul Eluard e Brassaii. Picasso è attratto da questa giovane pittrice e fotografa e le confessa da subito le sue intenzioni: lui è già sposato, ha anche un’amante e una figlia, non può abbandonare le sue donne ma vorrebbe possedere anche Dora, con cui da subito ha un’intesa non solo fisica ma soprattutto intellettuale.
Dora accetta senza ripensamenti questa situazione. Conosce perfettamente Picasso l’artista, la sua figura affascinante di un Don Giovanni, il suo spirito libero, il genio, il vincitore in ogni campo. Non osa, ostacolare in alcun modo la sua personalità dirompente.

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Dora è una donna indipendente, arriva a Parigi per seguire il suo sogno: diventare una fotografa. Realizza immagini surrealiste, pubblicità, collage, espone anche con il gruppo. Le sue sono foto di strada, di realtà quotidiana, come la vita dei bambini che giocano, di barboni, ciechi, ladruncoli e poveri. È un’artista molto creativa. Si adegua ai lavori che riesce ad ottenere, realizzando anche fotografie di moda e di nudi.  Picasso, la convince ad abbandonare questa grande passione, per dedicarsi alla pittura, ciò che lui amava.

È questo che faceva Picasso, plasmare le donne a suo piacimento, convincerle di qualsiasi cosa.

Picasso non concede il divorzio a sua moglie Olga , ballerina ucraina dalla quale ebbe un figlio dopo 3 anni d’amore, Paulo. Picasso sposò Olga e tutte le amicizie che ruotavano attorno a lei, artisti, costumisti, scenografi. È un mondo che aveva affascinato Picasso, dandogli nuovi spunti e nuovi lavori.
Ma egli non è fedele, non è nella sua natura. Frequenta anche Marie Therese, una ragazza di 17 anni. Olga lo scopre e va su tutte le furie, vuole il divorzio, ma Picasso non ha intenzione di donarle la libertà e i suoi soldi. Marie Therese è alta, bionda, bellissima, ed è giovane e basta poco all’artista per sottometterla e dominare questa relazione. Diventa una madre, dà alla luce Maya, e Pablo le rilega in una casa fuori città.

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Con Dora gli anni più felici passati insieme sono stati quelli di Guernica, quando Pablo chiede, anzi obbliga, la fotografa a rimanere nel suo studio e immortalare tutta la realizzazione della maestosa tela. È grazie a Dora Maar e ai suoi meravigliosi scatti che abbiamo testimonianza di come nasce il grande capolavoro di Picasso. Un’opera maestosa, che parte dal colore bianco fino a diventare nera, oscura.

Durante la realizzazione, in quei momenti di concentrazione, nello studio entra un giorno Marie Therese a inizia a litigare pesantemente con Dora scacciandola dalla stanza.
Picasso è in estasi: due donne che lo contendono davanti a Guernica!  

“Non è un uomo, è una malattia”

Dora dopo 7 anni di relazione stanca Pablo, il quale inizia a rivolgere le sue attenzioni altrove. Continua però ad essere una musa, un’ispirazione per lui ed è sempre presente nei dipinti di Picasso: Dora è la donna che piange, la donna con in viso una farfalla, in gabbia, che non può volare. Picasso la raffigura con piccoli cappelli che significavano “pazzia”. È così che il pittore iniziava a vedere Dora, come una donna gelosa, che si struggeva per amore, intrappolata in questa relazione dalla quale non uscirà illesa. Da lei non ebbe figli, dunque abbandonarla non era difficile. Nel 1945 Picasso lascia la Maar per una pittrice più giovane Francoise Gilot e insiste per far conoscere le due donne affinchè Dora si renda conto della situazione.

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Per Dora è la fine, inizia la disperazione.

Picasso ha voltato realmente pagina e ha dalla giovanissima compagna altri due figli: Claude e Paloma. Dora perde la testa, viene trovata nuda davanti casa. Viene presa in cura per 2 anni da uno psichiatra che la sottopone ad un terribile elettroshock. Evita la camicia di forza seguendo la strada della religione, “dopo Picasso solo Dio” avrebbe detto in quel momento.

Dora Maar riprende a dipingere, abbandona la fotografia, ma si avvicina alla pittura, come le aveva suggerito Picasso. Muore da sola, nel ricovero che la aveva ospitata, e tutto il suo patrimonio e le sue opere vengono messe all’asta.

#ARTeLOVE

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