Pausa pranzo con Renoir, alla Pinacoteca Agnelli

Se le vostre giornate sono frenetiche, siete stanchi della solita routine e vorreste trovare un modo semplice per ricaricare le batterie, il mio consiglio è:
Abbandonatevi all’arte, durante la pausa pranzo!
Lo diceva anche Picasso: “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata dalla vita di tutti i giorni”. È questo lo spirito giusto che sta promuovendo la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, a Torino, con un’interessante iniziativa: Il benessere attraverso le opere d’arte.

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L’arte fa bene alla salute, questo è ciò che sostengono alcuni recenti studi internazionali.  La dopamina, neurotrasmettitore che aumenta il senso di piacere e gratificazione, viene prodotta in quantità maggiori dal cervello, per esempio, dopo che ci si è esposti all’ascolto di musica o alla contemplazione di un capolavoro. Inoltre da uno studio di Ercole Vellone (Università Tor Vergata), l’arte sarebbe un fattore determinante per una maggiore capacità di ripresa del paziente in seguito ad un ictus. Da qui il pensiero comune di presentare l’arte come uno strumento utile anche per la nostra salute psicofisica. Il benessere che deriva dalla contemplazione di un’opera d’arte è accertato, non è più solo piacere estetico, ma anche un ottimo carburante per aumentare la qualità della nostra vita.

marcella-pralormo-foto-simona-cupoli (2)La Pinacoteca Agnelli parte da questi obiettivi utilizzando per la giornata del 4 maggio l’opera di Renoir, maestro impressionista dalle tele luminose e colorate, dai toni pastello, in cui i personaggi –marinai, giovane donne, bambini- sono immersi a contatto con la natura nel magico periodo della primavera.

Abbiamo intervistato Marcella Pralormo, direttrice della Pinacoteca, per capire meglio e a fondo questo progetto:

– Come nasce l’idea di sperimentare un rapporto empatico tra pubblico e opera d’arte?
“La Pinacoteca Agnelli da tempo offre al pubblico di ogni età – dalle scuole, agli adulti, alle famiglie – un ricco programma didattico che porta a vivere il museo come luogo di esperienza attiva per avvicinare i visitatori alla gioia scaturita dall’osservazione delle opere, come negli intenti dei fondatori Giovanni e Marella Agnelli. La Pinacoteca Agnelli ha deciso di offrire anche percorsi di visita per suggerire nuovi modi per lasciarsi emozionare dall’arte entrando in sintonia con le opere. Una strada nuova nel panorama museale italiano che siamo felici di poter percorrere  con il nostro pubblicoL’idea è nata da un dialogo con Carla Manzoli, una counselor con cui abbiamo ideato un programma rivolto alle donne vittime di violenza e agli adolescenti in difficoltà. Da questo primo percorso è nato poi un progetto rivolto a tutti coloro che cercano un nuovo approccio alla visione dell’opera d’arte”.

– Il pubblico come ha accolto questa nuova esperienza museale?
“Molto bene: questi percorsi di visita piacciono molto. Al momento abbiamo inserito nel calendario incontri organizzati sia nella pausa pranzo che al pomeriggio, dove i partecipanti sono accompagnati da Counselor esperti, capaci di calibrare momenti di riflessione attraverso il contatto diretto con la bellezza. Un approccio coinvolgente che innesca con il visitatore uno stimolante confronto con il processo creativo”.

– La scelta di Renoir è casuale o voluta?
“L’idea è quella di proporre al pubblico appuntamenti sempre diversi in cui lo spettatore possa esplorare di volta in volta uno o più aspetti delle opere che compongono la collezione permanente della Pinacoteca. Nel mese di marzo abbiamo proposto un’analisi del concetto di tempo, attraverso l’osservazione del dipinto “Velocità astratta ” di Giacomo Balla e dei quadri di Bernardo Bellotto. Le opere di Renoir suggeriscono una naturale empatia con la figura umana e questo certamente costituisce un ottimo punto di partenza per coinvolgere il pubblico”.

– Ci saranno altre iniziative simili?
“Il pubblico ha risposto con un tale entusiasmo che ci sarà un progressivo potenziamento degli appuntamenti. Il benessere attraverso le opere d’arte è una iniziativa condotta da Counselor  all’interno della Pinacoteca a partire dalle opere stesse che sono il punto di partenza per mettersi in relazione con le proprie emozioni e sensazioni, stimolando così il benessere interiore, la propria capacità espressiva e la parte più autentica di sé. Inoltre, anche il progetto rivolto alle vittime di violenza e agli adolescenti in difficoltà proseguirà con il coinvolgimento di associazioni e gruppi presenti sul territorio”.

 Da questo spiraglio potrebbero aprirsi panorami interessanti, come l’utilizzo frequente dell’arteterapia impiegata per la cura dell’umore di diversi pazienti, dai bambini agli anziani. Si potrebbe iniziare anche a concepire il museo come “palestra” per migliorare il proprio stato d’animo, allontanare lo stress, il malcontento e far posto soltanto a pensieri positivi e al bello. Allora consigliamo, per chiunque si trovasse a Torino per la pausa pranzo, di prendersi un momento di relax dal caos della metropoli e della vita d’ufficio, di immergersi nell’arte e abbandonarsi totalmente nella sala dello Scrigno, in Pinacoteca, in cui individualmente sarà possibile rimanere “da soli” con se stessi e con l’arte.

Amare l’arte fa bene alla salute, non solo alla nostra anima.  

 

Alejandra Schettino
Art e Dettaglio

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