Banksy contro tutti a Palazzo Cipolla

Ha fatto da subito scalpore l’annuncio della mostra “Guerra, Capitalismo e Libertà” con 150 opere di Banksy, street artist internazionale e dall’identità ancora ignota, provenienti da collezioni private –e non dalla strada- curata dalla Fondazione Terzo Pilastro e da Museo Fondazione Roma. Adesso che la data d’inaugurazione è arrivata dal 24 maggio fino al 4 settembre non resta che vederla con i nostri occhi, nel centro della Capitale all’interno di Palazzo Cipolla, che di artisti irriverenti ne ha già ospitati; primo fra tutti Andy Warhol, lo scorso anno proprio di questi periodi.

Come Banksy stesso la mostra è sulla bocca di tutti, chiacchierata, criticata, attesa.

Ma si sa Bansky è così: o lo si ama o lo si odia.

Per l’Italia inoltre è una vera e propria prima volta e la street art sta da poco conquistando il cuore della città. Roma si sta colorando in molte zone dismesse, abbattendo piano piano i pregiudizi che derivano da un movimento urbano e popolare: non scarabocchi ma arte che dona nuova vita!

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Le opere esposte, bisogna subito precisare che non sono state “strappate” dai muri ma provengono da collezioni private internazionali e spesso mai esposte fino ad oggi. Sono stampe, sculture, dipinti originali e oggetti. Come la curatrice Francesca Mezzano di 999contemporary ha dichiarato, questa non è una semplice retrospettiva sull’artista ma una mostra no-profit a carattere didattico, soprattutto per bambini e scuole che altrimenti non avrebbero potuto mai vedere un’opera di Banksy. Lo scopo basilare è dunque educare alla street art e all’arte contemporanea ma anche ai tempi affrontati attraverso le immagini irriverenti e sociali dell’artista.

Quelle di Banksy non sono soltanto opere, sono un pugno alla pancia e alla coscienza di molti. Con messaggi semplici e diretti caratterizzati da amaro umorismo mettono in luce le controversie del nostro Sistema e della società contemporanea, aprendo forti riflessioni. Guerra – Capitalismo – Libertà sono proprio le tematiche preferite dalla sua bomboletta spray. Opere come Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge, (Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare) scritto su una scimmia e gli adolescenti poliziotti che corrono felici e la forte Kids on Guns Hills in cui, su una montagna di armi di distruzione di massa, due bambini si osservano con un palloncini e un orsacchiotto, tenendo stretta la loro innocenza.

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Un’occasione da non perdere, che dobbiamo a noi stessi e alla nostra anima.

Alejandra Schettino
Art e Dettaglio

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2 pensieri su “Banksy contro tutti a Palazzo Cipolla

  1. Caterina Art post ha detto:

    Bel post. Complimenti. Non vedo l’ora di vedere la mostra.
    A me sembra anche un po’ una risposta a quella di Bologna e che usa proprio il nome di Bansky per promuovere meglio il furto delle opere in mostra . Che ne pensi?

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    • artedettaglio ha detto:

      Grazie Caterina! Verissimo è venuta in mente anche a me questa associazione, soprattutto per l’insistenza con cui i curatori hanno sottolineato più volte che queste in mostra a Palazzo Cipolla sono opere provenienti da collezioni internazionali private e non “rubate” ai muri delle strade!

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