Le tre età di Klimt

La sensazione di vivere sull’orlo dell’abisso era tangibile in quella Vienna della fine dell’ottocento: un angolo di mondo in cui vi erano le correnti che costituivano l’Europa centrale d’allora, delle mille etnie, delle oltre venti lingue ufficiali o meno, delle religioni disparate e parallele, il mondo della psicanalisi di Sigmund Freud, delle contraddizioni perenni. Il mondo viennese che passa nei salotti più sofisticati della città, dove si incontrano i socialdemocratici e pure gli intellettuali e gli artisti, da Mahler a Strauss, a Gustav Klimt.

Gustav Klimt (Vienna 1862-1918), figlio di un orafo e incisore e di una cantante lirica, indubbiamente figlio d’arte. Klimt artista dall’animo sensibile, dalla soave sensualità che traspare dai suoi dipinti. Nel 1902 realizza per il palazzo della Secessione un fregio di ventiquattro metri ispirato alla Nona Sinfonia di Beethoven che evoca il tema allegorico della vittoria dell’arte sulle avversità. Klimt che a un gusto Art Nouveu per la decorazione unisce l’interesse per una rappresentazione fortemente simbolica, con richiami anche ai preraffaelliti e alla pittura di Gustave Moreau; lavora con colori scintillanti, quali oro, argento, materiali propri delle arti applicate.

Agli inzi del ‘900 cade in un periodo di crisi artistica e psicologica che lo porta ad un rinnovamento del suo linguaggio,d’ora in poi aperto principalmente alle possibilità espressive del colore, come si può vedere dal suo capolavoro Le tre età, 1905, oggi ne La Galleria Nazionale a Roma. Il dinamismo e i contrasti cromatici dei dipinti di questo periodo denunciano una chiara anticipazione delle correnti espressioniste e il rapporto con i due maggiori esponenti austriaci del movimento, Egon Schiele e Oskar Kokoschka. 

imagesLe tre età è sicuramente il dipinto più noto di Gustav Klimt (insieme a Il Bacio); opera della piena maturità dell’artista fu presentata nel 1911 all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma, dove vinse la medaglia d’oro e fu acquistata dallo Stato italiano (oggi Galleria Nazionale, Roma). Prendendo spunto dalla culturale dell’Art Nouveau, Gustav Klimt mostra di preferire uno stile lineare e fortemente decorativo, all’interno di una pittura sensuale e ricercata. I soggetti delle sue opere si arricchiscono di valenze simboliche e notazioni realistiche che scandalizzarono la sensibilità dei suoi contemporanei. I cicli della natura, la vita, l’invecchiamento, la morte e i suoi misteri furono i tempi più cari all’artista, che non cessò mai di esplorarli nella sua pittura.

Il dipinto si presenta assai evocativo nelle immagini: raffigura le tre età della donna, simboleggiate dai corpi nudi di una bambina, di una giovane donna e di una vecchia. Su uno sfondo piatto, composto da motivi floreali e ornamentali, si staglia la figura di una giovane madre, con gli occhi chiusi e il volto rivolto verso lo spettatore. Ha la carnagione chiara, le guance lievemente arrossate e lunghi capelli biondi. Un stoffa leggera e colorata avvolge i due giovani corpi, esili ma eleganti, definiti da leggerissimi contorni. A questa immagine leggera e delicata va a contrapporsi quella della rappresentazione cruda e realistica del corpo della donna anziana, di profilo. L’anziana signora raffigura la terza età e nasconde il volto con la mano in segno di disperazione; ha i capelli grigi e ondulati, il corpo flaccido, il ventre gonfio, le mani rugose e la pelle opaca: rappresenta con naturalismo la vecchiaia. Il dipinto stabilisce un confronto immediato e violento tra la freschezza della pelle della giovane e quella della donna anziana, avvizzita e segnata dalle offese del tempo. Lo spazio, in accordo con gli ideali formale dell’Art Nouveau, è bidimensionale. senza alcun riferimento alla tridimensionalità. Lo sfondo del dipinto, decorato con motivi ornamentali di piccole dimensioni, ripetitivi e di colore intenso, ricorda la tecnica del mosaico, molto utilizzata dagli artisti della Secessione. Predominano le tonalità accese, mentre l’inserimento dell’oro porta la scena al di fuori della realtà, in un contesto del tutto astratto, in un’atmosfera sacra e fantastica: la dimensione stessa dell’artista.

Le tre età è una delle pochissime opere di Klimt presenti in Italia.

Come sosteneva Giulio Carlo Argan ne L’arte moderna, volume V, in Storia dell’arte classica e italiana, 1980: 

<<Gustav Klimt è un artista estremamente colto e sensibile, raffinato fino alla morbosità…Si direbbe consapevole della lenta, ineluttabile decadenza della società di cui si sente il cantore: la società del vecchio impero austrungarico, che ormai conserva soltanto il ricordo dell’originario prestigio di istituto teocratico.  Klimt sente profondamente il fascino di questo tramonto storico; associa l’idea dell’arte, e del bello, a quella della decadenza, del dissolvimento del tutto, del precario sopravvivere della forma alla fine della sostanza. Il suo pensiero va all’arte bizantina, splendida ed esangue, in cui si riflette un analogo processo storico: il declino di un impero teocratico, la sopravvivenza della forma estetica alla morte storica. In una profusione, di ornati simbolici, ma del cui significato s’è perduta anche la memoria, sviluppa i ritmi melodici di un linearismo che finisce sempre per ritornare al punto di partenza e chiudersi su se stesso, e li accompagna con le malinconiche armonie dei suoi colori spenti, con bagliori d’oro, d’argento, di smalto. Vivendo con estrema sensibilità quella situazione tipicamente austriaca Klimt tocca quasi senza volerlo il punto nevralgico di una situazione ben più vasta, europea: l’arte è il prodotto di una civiltà ormai estinta, nella nuova civiltà industriale non può sopravvivere che come ombra o ricordo di se stessa.>>

images-1

le-tre-eta-della-donna-klimt-dettaglio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...